“OLTRE IL FANGO MEDIATICO” – LA VERITÀ SUL CONVEGNO DEI DANNEGGIATI DA VACCINO “IL CAMMINO NELLA LUCE”
La verità oltre la retorica: cosa è successo davvero al Pirellone tra danneggiati da vaccino e scontro politico
MILANO 11.settembre 2026 – Un convegno istituzionale nato per dare voce a cittadini che si sentono abbandonati dallo Stato si è trasformato in un feroce terreno di scontro politico e mediatico. Al centro della vicenda, l’evento intitolato “Il cammino nella luce”, svoltosi nella sala Pirelli del Palazzo della Regione Lombardia, promosso dal consigliere regionale della Lega Emanuele Monti. Un appuntamento finalizzato esclusivamente all’ascolto di circa venti rappresentanti di associazioni italiane e internazionali (tra cui una delegazione francese) composti da persone che denunciano gravi effetti avversi post-vaccino anti-Covid, interamente certificati da documentazione clinica ed esami medico-scientifici.L’iniziativa, supportata da figure di rilievo come il dottor Alberto Donzelli (membro della Commissione Medico-Scientifica indipendente) e l’avvocato Roberto Martina, mirava a squarciare il velo di silenzio istituzionale sulla gestione del post-pandemia. Dal punto di vista prettamente istituzionale e scientifico, il consigliere Monti – forte del suo ruolo di componente del Consiglio di Amministrazione di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e di ex presidente della Commissione Sanità – ha tenuto a precisare come l’evento non avesse alcun intento ideologico o di contrapposizione alla scienza medica. Al contrario, l’iniziativa si è mossa sui binari della farmacovigilanza attiva e del diritto alla tutela della salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione. La presenza al tavolo dei relatori del dottor Donzelli serviva proprio a garantire un rigido ancoraggio ai dati clinici, analizzando le evidenze prodotte dalle oltre venti sigle associative per chiedere che le istituzioni sanitarie non abbandonino i cittadini che hanno riscontrato reazioni avverse avallate da diagnosi ufficiali.Tuttavia, la presenza in sala di due storici attivisti, tra cui Fortin – noto per le sue battaglie civili contro le restrizioni pandemiche – che indossavano una maglietta bianca con la scritta “NoVax“, è stata immediatamente utilizzata dalle opposizioni come grimaldello politico per etichettare l’intero convegno.
La denuncia di Max Massimi Editore di QTV e i retroscena della contestazione.
A documentare i fatti passo dopo passo erano presenti giornalisti e media indipendenti, tra cui Max Massimi, fondatore ed editore della nota emittente QTV.Secondo la testimonianza di Massimi, prima ancora che i lavori avessero inizio, un uomo dai capelli rossicci con un taglio caratteristico – corti ai lati e sfumati sul bianco – è entrato nella sala, ha scattato diverse fotografie dei presenti e si è dileguato.Solo successivamente il reporter lo avrebbe riconosciuto come uno dei collaboratori del capogruppo del Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino.Mentre i relatori si succedevano al microfono, i partecipanti sono venuti a conoscenza di un post pubblicato sui social dallo stesso Majorino, il quale ha liquidato l’evento definendolo uno “spettacolo orrendo che delegittima la scienza” e tacciando indistintamente i presenti come “No Vax”.L’uso di tale appellativo nei confronti di soggetti con patologie accertate e invalidità (tra cui due persone in sedia a rotelle) ha scatenato lo sgomento e l’indignazione della sala. Il convegno è stato momentaneamente sospeso per chiedere un chiarimento pubblico e l’immediata rettifica delle dichiarazioni.
La dinamica degli uffici al 15° piano: dal diniego all’incidente d’auto-manovra.
Di fronte al silenzio del capogruppo PD all’invio di una mail immediatamente inviata da parte degli organizzatori dell’evento, una delegazione spontanea di circa quindici persone, comprese le due costrette in carrozzina, ha deciso di salire civilmente al 15° piano, dove hanno sede gli uffici del gruppo consiliare, per invitare Majorino a un confronto diretto.La situazione è diventata tesa a causa dell’accoglienza ricevuta. Un impiegato ha liquidato la delegazione invitandola a inviare una mail e asserendo che alle 17:100 l’ufficio fosse ormai vuoto.Poco dopo sono comparsi altri due funzionari, tra cui il collaboratore notato in precedenza dal Massimi a scattare foto. Secondo i testimoni, l’atteggiamento giudicato sarcastico e provocatorio di uno dei funzionari, che ha minacciato di chiamare le forze dell’ordine, ha esasperato gli animi delle persone presenti, già profondamente ferite dall’essere state pubblicamente screditate.Nel concitato scambio verbale, uno dei disabili, visibilmente agitato per la percezione di essere deriso nonostante la propria condizione di invalido da vaccino, ha accidentalmente azionato il joystick della propria carrozzina elettrica, muovendosi in avanti verso il funzionario in camicia bianca nel tentativo di rispondere a quell’atteggiamento improprio del funzionario PD. Per dovere di cronaca c’è da ammettere che il disabile Andrea Sillo, Presidente e organizzatore dell’evento, deriso e visibilmente scioccato per quanto stava accadendo proferiva le parole, “la smetta di ridere, la smetta di prenderci in giro, si vergogni…”. L’errore involontario di manovra è stato immediatamente interpretato dal personale del PD come un’aggressione deliberata che diceva a voce alta, “mi voleva menare”, come se un uomo in carrozzina con disabilità vistosa, potesse realmente fargli del male, portando alla richiesta di intervento della sicurezza interna e della Polizia.A riportare la calma è stato il successivo intervento del consigliere regionale del PD Paolo Romano, volto noto dei talk-show nazionali, il quale, dopo un acceso, ma civile confronto con i danneggiati, si è impegnato a intercedere con Majorino per sanare la frattura, permettendo alla delegazione di fare ritorno in sala.
Le dichiarazioni ufficiali e il coro di supporto della Lega.
La narrazione ufficiale emersa nelle ore successive su agenzie di stampa come ANSA e Fanpage ha riportato prevalentemente la versione del Partito Democratico, parlando di un “blitz violento e di un’irruzione di circa una trentina di NoVax”. Una ricostruzione fermamente respinta dal promotore dell’evento, Emanuele Monti, il quale ha espresso totale solidarietà ai malati e ha annunciato querele per diffamazione:
“Le falsità diffuse dalle opposizioni sono vergognose. Questo era un momento di ascolto istituzionale dovuto a cittadini che soffrono e che esibiscono cartelle cliniche. Strumentalizzare la sofferenza delle persone per fini di parte è inaccettabile.”
A fare quadrato intorno a Monti è intervenuto l’intero schieramento della Lega, che ha rispedito al mittente le accuse sollevate dall’opposizione.Fonti vicine al gruppo consiliare del partito hanno rimarcato come i palazzi istituzionali debbano rimanere luoghi aperti al dialogo, specialmente di fronte a gravi fragilità fisiche e sociali. Dagli ambienti del centrodestra lombardo viene sottolineato come criminalizzare un convegno basato su cartelle cliniche reali sia una scorciatoia dialettica inaccettabile: chiedere risposte terapeutiche per chi soffre di patologie post-vaccinali non significa negare la scienza, e il fango mediatico gettato su malati e disabili in carrozzina rappresenta una pagina buia della politica regionale.
Le prove video di QTV al vaglio delle autorità
L’editore di QTV, Max Massimi, ribadisce la centralità delle riprese video effettuate dalla sua emittente per smontare la narrazione del “blitz violento” e si è dichiarato pienamente disponibile a consegnare i filmati alla magistratura qualora fosse rischiesto. Le immagini integrali in possesso di QTV documenterebbero non solo il clima pacifico e di ascolto che caratterizzava la Sala Pirelli prima delle provocazioni social, ma attesterebbero anche la dinamica esatta di quanto avvenuto al 15° piano.I dettagli catturati dall’obiettivo si riveleranno fondamentali qualora la magistratura decidesse di aprire un fascicolo d’indagine per fare piena luce sulla condotta dei funzionari coinvolti e sulle accuse di diffamazione e calunnia reciproche, ristabilendo la verità dei fatti a tutela dei cittadini danneggiati.