ELON MUSK VOLA IN ISRAELE DOVE INCONTRA NETANYAHU. NEL POMERIGGIO, PREVISTO INCONTRO A TEMA SULL’ANTISEMITISMO ON LINE

ELON MUSK VOLA IN ISRAELE DOVE INCONTRA NETANYAHU. NEL POMERIGGIO, PREVISTO INCONTRO A TEMA, SULL'ANTISEMITISMO ON-LINE

Redazione - Paola Mora

Elon Musk e Netanyahu hanno visitato il Kibbutz Kfar Gaza, nella parte meridionale del paese. Musk ha dovuto decidere se accettare le richieste del regime di Tel Aviv di non fornire Internet alla Striscia di Gaza, con i suoi satelliti Starlink. Questione, su cui pare essersi accordati in tal senso. Il ministro israeliano delle Comunicazioni Karhi, ha informato che esiste un accordo preliminare con l’imprenditore americano riguardo l’uso delle comunicazioni satellitari nella Striscia. Musk ha visitato la ‘Terra Promessa’ per dimostrare di non appartenere alla categoria antisemita e creare un momento di distensione tra sè e il mondo occidentale censuratore. Una pubblicazione di Ynet mostra come il Primo ministro Netanyahu e Musk si sono recati a casa della famiglia Liebstein, dove Musk ha sentito parlare del Capo del consiglio, assassinato il 7 ottobre, in uno scontro a fuoco con Hamas; e poi, a casa della famiglia Itamari, dove Elon ha sentito parlare di Abigail, la bambina di 4 anni, rilasciata da Hamas, su cui Israele punta tutta la sua propaganda. Anche il presidente Joe Biden, dopo un intervento dell’Ufficio israeliano per cui evincono che la guerra è stata necessaria proprio per casi come quello di Abigail, ha fatto un commento sulla piccola, durante un suo discorso ai giornalisti che si è tenuto nel corso della giornata: “Per garantire che Israele e Palestina vivano in egual misura di libertà e dignità, non rinunceremo a lavorare per raggiungere questo obiettivo, ma grazie mille. Grazie a Dio è a casa la piccola, non riesco proprio a immaginare il divertimento… vorrei solo essere lì per abbracciarla“. Il commento non è piaciuto a chi storce il naso sulla reputazione della famiglia Biden, con occhio particolare agli scandali sessuali di Hunter. Ad Elon Musk sono state mostrate foto di “pochi giorni dopo il massacro“, ed anche il famoso video documentario del 7 Ottobre che è un patchwork di ciò che è accaduto, in cui si elude però di mostrare le vittime civili carbonizzate dagli elicotteri israeliani intervenuti a sedare l’incursione dei terroristi. Secondo la testata giornalistica Haaretz, Netanyahu e Musk si sono trasferiti, successivamente, nel quartiere giovanile del kibbutz. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha organizzato un incontro pomeridiano con Musk. Con loro ci saranno i parenti degli ostaggi trattenuti da Hamas a Gaza e discuteranno anche “della necessità di agire per combattere il crescente antisemitismo online“, ha detto l’ufficio di Herzog.

Mentre il proprietario della piattaforma X visita Israele, continua lo scambio degli ostaggi tra Israele ed Hamas. Nella giornata di ieri sarebbe stato rilasciato anche un cittadino di nazionalità russa, grazie a negoziati stretti che sarebbero avvenuti col Cremlino, secondo la portavoce Maria Zakharova. Da venerdì, gli agenti di polizia israeliani hanno però lavorato per ore interminabili per reprimere la “gioia delle prigioniere palestinesi“, rilasciate dalle carceri israeliane in cambio di ostaggi israeliani, e delle loro famiglie. Secondo il Club dei Prigionieri Palestinesi, i prigionieri che violano i termini del loro rilascio e festeggiano pubblicamente sono soggetti ad una multa di 70.000 shekel (18.700 dollari). Il segno di vittoria mostrato dai palestinesi dopo l’inizio della tregua, con le dita, nei video amatoriali, ha infastidito i funzionari di Tel Aviv che promuovono il negoziato e lo scambio di ostaggi come una vittoria di Israele, essendosi trattato solo di una concessione, secondo loro, dopo cui i bombardamenti riprenderanno.  In particolare, una richiesta del governo israeliano, molto esplicita, è quella che vale anche per i prigionieri liberati da Hamas di non rilasciare interviste ai media. Un po’ brucia il timore di essere contraddetti, come accaduto nei giorni scorsi in cui, in alcuni video rilasciati da Hamas dove i prigionieri lanciavano messaggi all’opinione pubblica, emergeva il buon trattamento riservato ai rapiti, da parte del gruppo di terroristi, e si colpevolizzava Netanyahu, invece, per il fatto di “non fare abbastanza per la loro liberazione e ritorno in Israele”. I video, risalgono ai giorni precedenti la mediazione con Qatar ed Egitto, quando ancora non era stata concordata la pausa umanitaria. Tra le altre cose, i funzionari del Ministero della Giustizia israeliano stanno discutendo sulle pene future da attuare nei confronti dei terroristi che hanno partecipato all’attacco del 7 ottobre, ma hanno difficoltà a stabilire un fondamento probatorio contro i singoli terroristi di Hamas, per cui, vengono suggerite sentenze e pene di gruppo. La visita di Musk in Israele è stata vista in modo critico da chi preme per la liberazione di Gaza dall’occupazione dei coloni che è illegittima, e condanna il regime Nethanyau di strage. Ma d’altronde, Musk tende a non assumere posizioni definitive senza un quadro chiaro, ed anche per una sua tendenza di stampo imprenditoriale, punta sul dialogo e solo in secondo atto si spinge nelle controversie attraverso azioni che puntano al ripristino della legalità ma, ovviamente, gli si chiede perché non va in Cisgiordania o in aree palestinesi a verificare anche lì le situazioni, oltre che nel perimetro israeliano. Questi, sono commenti che vengono rilasciati in seno ai social. Il 19 settembre 2023, in occasione di una visita di Netanyahu negli USA, lui ed Elon Musk avevano trascorso del tempo assieme partecipando ad un dibattito in cui, parlando di informazione, il miliardario aveva affermato che “la storia è scritta dai vincitori, e i perdenti modificano Wikipedia”. Aveva discusso questo argomento in una conversazione con il Primo ministro israeliano, il quale sostenne che “non sempre le enciclopedie digitali presentano una visione equilibrata della situazione. La storia è scritta da persone che possono produrre più editori”. Il rapporto e lo scambio furono cordiali, per cui, non è cambiato l’approccio neanche ora che è Elon Musk ad essersi recato in Israele dopo gli avvenimenti del 7 ottobre. A novembre, tuttavia,  è stato criticato, anche dalla Casa Bianca, per aver concordato con l’opinione di un utente secondo cui le comunità ebraiche promuovevano lo stesso odio contro i bianchi che chiedono di fermare contro se stesse. In questo contesto, la collaborazione con il social network X, di proprietà dell’uomo d’affari, è stata sospesa dai maggiori inserzionisti: Apple e Walt Disney. IBM, Warner Bros., Lionsgate, Paramount e Sony Pictures hanno preso decisioni simili. Successivamente, Musk ha promesso di utilizzare parte delle entrate di X per aiuti umanitari a Israele e Gaza.

27 novembre 2023  – PAOLA MORA – Qui Radio Londra Tv

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