SHIREEN ABU AKLEH, IL CRIMINE DELLA POLIZIA ISRAELIANA

SCONSACRATO DA ISRAELE IL FUNERALE DELLA GIORNALISTA UCCISA IN CISGIORDANIA SHIREEN ABU AQLEH

SCONSACRATO DA ISRAELE IL FUNERALE DELLA GIORNALISTA UCCISA IN CISGIORDANIA SHIREEN ABU AQLEH

È stata la polizia israeliana a violare un momento sacro del funerale, a fermare il convoglio e le persone in lutto riunite per ricordare la giornalista più amata di Al- Jazeera, uccisa nella città di Jenin in quella che dalle testimonianze sembra essere stata una esecuzione mirata. Le scene pervenute sono agghiaccianti, forse ancor più di quelle degli scontri in seguito cui la donna, inviata sul campo, è caduta per terra tramortita dal colpo alla nuca. Mentre la bara di Shireen viene portata a braccia da chi la ama, la polizia di Israele irrompe ( benché fosse stato concesso al corteo proveniente da Ramallah l’ingresso attraverso il posto di blocco militare sul territorio). L’irruzione, ha poi contribuito all’arresto dell’attivista Shadi Matour ivi presente, e a bloccare temporaneamente Walid al-Omari, capo dell’ufficio di Al-Jazeera a Gerusalemme e Ramallah. Inoltre, la polizia avrebbe ispezionato l’ambulanza che aveva trasportato il corpo della giornalista e sequestrato la sciarpa che aveva traccia del suo sangue, decorata con la bandiera palestinese. Poi il convoglio ha potuto amaramente proseguire una volta placati i disordini.

La cosa sconcertante è che sia tutto avvenuto con violenza proprio nel corso della marcia di commiato, mentre amici, familiari, conoscenti, scortavano la salma per strada insieme ad un corteo in cui la gente stava portando tra le mani corone di fiori, e tutto ciò che è caratteristico per la celebrazione dei funerali di un proprio caro. Nei video forniti da Palestinian-Italian News, si assiste a questa scena pietosa in cui chi teneva la bara, prova a proteggerla e a non farla cadere, mentre la polizia israeliana si scaglia contro i cittadini che provano a fare scudo con i propri corpi. Pugni, manganelli contro i civili, le urla delle persone presenti, sono elementi difficili da digerire per qualunque spettatore, piange il cuore se non fosse che i partecipanti, anziché fuggire o disperdersi, abbiano tentato di fare prevalere l’onore e la dignità per il valore sacro della morte di un essere umano!

Alcune testate giornalistiche attestano che l’azione di repressione di Israele, sarebbe stata scatenata per il fatto che il corteo impugnava le bandiere palestinesi e che si sia provato ad impedire ai musulmani di entrare in chiesa. Shireen era la voce della nazione, protagonista e narratrice impetuosa e giusta dei fatti tra Israele e Palestina. I testimoni oculari riconducono il crimine agli israeliani e sono state aperte indagini sul caso.  In particolare una delle reporter che erano con lei, Hanaysha, afferma che ” Non c’erano scontri o colpi sparati dai palestinesi, eravamo in quattro e l’esercito israeliano era deciso a sparare per uccidere”, laddove il governo di Israele ha dato in pasto alla stampa l’ipotesi che possa invece essersi trattato di “uno scontro tra israeliani e palestinesi in cui il colpo, potrebbe essere partito dai palestinesi”.  È da notare come anche in questo caso come è accaduto per il Donbass, l’occidente sia muto di fronte alla Palestina, mandando ad Israele appoggi militari e giustificandone le azioni con varie scusanti senza mai alcuna sanzione per le violazioni dei diritti umani che sfociano in tragedie, censure, omicidi a sangue freddo di civili e giornalisti che provano a raccontare la verità. Il motivo per cui Israele è così potente ed inattaccabile e può condurre opere di repressione fino anche al punto di sconsacrare i funerali, impedire le sepolture pacifiche e degne, è che è partner strategica degli Stati Uniti ed è anche la promotrice, ricordiamolo perché è di fondamentale importanza, dei famosi sieri a RNA oggi protetti dal segreto militare. In particolare, il governo israeliano avrebbe firmato un accordo segreto con la Pfizer che ha fatto diventare i cittadini ‘soggetti di ricerca’, senza la loro consapevolezza e consenso, attraverso il rilascio dei dati alla casa farmaceutica. L’analisi pubblicata dal Ministero della salute israeliano, attesta che il siero ad RNA ha causato in Israele il decesso di circa 40 volte più persone di quella che la malattia stessa avrebbe ucciso. 

Riesce l’opinione pubblica a collegare i pezzi, ad accorgersi che il mondo non è poi tanto grande, e che esistono fatti strettamente limitrofi e palesemente volti, all’obiettivo dittatoriale di poche uniche menti impazzite?

È facile immaginare che la vicenda di Shireen Abu Akleh, compreso il tentativo criminale di violazione delle sue celebrazioni, cadrà nella nebbia, perché non ci sarà mai un occidente disobbediente agli Stati Uniti democratici e si impedirà sempre, al volto più bello dell’America, quello dei patrioti, di riemergere per una vera democrazia fondata sui diritti umani. Tra le finte preoccupazioni e critiche internazionali di facciata, fra cui quelle di UE ed USA, c’è la debole presa di distanze della Farnesina che esprime sgomento per, citiamo testualemnte, “ l’uso sproporzionato della forza da parte delle milizie israeliane“.

“Uso sproporzionato” non è esattamente una terminologia che attesta la gravità criminale della polizia israeliana durante una cerimonia religiosa. E’ la presa in giro pubblica di chi non ha realmente a cuore i fatti e li minimizza. La condanna per ciò che si è verificato dovrebbe essere immediata ed implacabile. 

I popoli devono tornare protagonisti nei territori al più presto prima che questi governi trascinino l’intero mondo nel terrore militare e nella soppressione dei più deboli.

13 Maggio 2022 – PMS – Redazione Qui Radio Londra   

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