VICTORIA NULAND, IL CEMENTO ARMATO CHE IMPEDISCE LA PACE FRA RUSSIA E UCRAINA

I CAMBI DI REGIME NELLA STRATEGIA DI GUERRA DELL’ AMERICA DEMOCRATICA.

VICTORIA NULAND, IL CEMENTO ARMATO CHE IMPEDISCE LA PACE FRA RUSSIA E UCRAINA

Victoria Nuland, famosa per il ‘Fuck the EU’ – l’Unione Europea si fotta – minacciato telefonicamente nel corso di una conversazione con l’ambasciatore USA a Kiev, è una diplomatica statunitense incaricata della cura dei rapporti diplomatici con Europa ed Eurasia. Attualmente, sotto la presidenza di Joe Biden, ricopre la mansione di sottosegretario di Stato per gli Affari Politici. Paradossalmente, la donna, si occupa di diplomazia e di traffico di armi contemporaneamente: difatti è una lobbista per i principali produttori di armi del suo paese, fra cui la  ‘General Dynamics Northrop Grumman’, i profitti crescono in base all’aumento della attività bellica. È anche una specializzanda della tecnica di guerra chiamata ‘regime change’, gli americani democratici hanno fatto ricorso fin troppe volte a questa strategia che consiste nell’innesco dei cambi di regime in paesi strategici per gli USA. Tra il 2005 ed il 2008 la Nuland è stata nominata ambasciatrice della Nato, spingendo per l’entrata di Ucraina e Georgia nell’organizzazione. ”Abbiamo investito oltre 5 miliardi per assistere l’Ucraina in questi ed altri obiettivi, che garantiranno una Ucraina sicura, prospera e democratica”. Queste, le sue parole rispetto alla attività della NATO in territorio ucraino. Nel 2013, ha sostenuto le proteste dei Pravij Sector neonazisti per spodestare il presidente Victor Yanukovych, il quale, era contrario all’assimilazione della Ucraina da parte della Unione Europea e della NATO. La Nuland e Joe Biden, all’epoca, non erano riusciti a garantire i prestiti del FMI per conto di CFR, PNAC, e Brooklins Institutions. Praticamente l’Ucraina avrebbe dovuto accettare miliardi di dollari di debito del FMI, e cedere il controllo delle sue risorse naturali attraverso Burisma, un’azienda privata cipriota, operante prevalentemente in Ucraina, che opera come holding di numerose imprese per la produzione e vendita di gas e petrolio.

Burisma è nota alla cronaca per essere coinvolta negli affari di Hunter Biden, il quale, è entrato a far parte del consiglio di amministrazione nel 2014 e ne è uscito nel 2018 . Il 21 giugno 2020 ‘FOX NEWS’ batteva:  “le autorità di Kiev hanno intercettato un tentativo di corruzione mirato a bloccare l’indagine su Burisma, società al centro delle indagini sull’impeachment del Presidente Donald Trump, ma la società nega di essere coinvolta nella vicenda”.    

Da alcune foto di repertorio sul Maidan, sembrerebbe che Victoria Nuland abbia partecipato personalmente alle manifestazioni in piazza, che si risolsero poi in modo tragico; alcuni cecchini georgiani raccontarono di essere stati assoldati da un americano, istruttore di “contractor” , di nome Cristopher Bryan per sparare sia sui manifestanti che sulla polizia dal palazzo antistante la piazza. 

Il 20 Aprile del 2022 , la Nuland, ha proposto di salvare i militari ucraini della Azovstal tramite un intervento della NATO, sì, esattamente quelli che hanno cercato con il loro indomito coraggio di scambiare i civili con tonnellate di cibo, pur di non uscire allo scoperto e per evitare di consegnarsi all’esercito russo. I civili sopravvissuti ad Azovstal, stanno man mano rilasciando i racconti su ciò che hanno vissuto nella acciaieria e le versioni sono per il momento condivise e comuni: erano lì perché si trattava del luogo in cui lavoravano, credevano fosse sicuro e non che i soldati ci si infilassero per nascondersi a loro volta, testimoniano che i militari non li avrebbero mai avvisati sul fatto che esistessero corridoi umanitari e che, le poche notizie sono riuscite a sentirle per radio. Anche in quel caso però, i soldati di Azov gli avrebbero sconsigliato di uscire dalla acciaieria o li avrebbero trattenuti attraverso velate intimidazioni.

Altro aspetto interessante, Victoria Nuland è la moglie di Robert Kagan, nettamente opposto ai repubblicani di Donald Trump, il quale, è famoso per i suoi interventi a favore della dittatura nel mondo in cui a governare dovrebbero essere soltanto gli Stati Uniti: “Non bisogna vergognarsi a dire che la nostra supremazia va imposta anche con la forza, se necessario, ecco perché bisogna eliminare con ogni mezzo l’influenza che ha la Russia su qualsiasi Pese straniero. La Russia è il cancro è noi siamo la cura!”. Questo è uno stralcio delle sue passate dichiarazioni.  Alla luce dei tasselli che si incastrano sempre più perfettamente l’uno con l’altro, potremmo dire che, questo approfittarsi della voglia di libertà del popolo di confine in Ucraina, ha trasformato quello che doveva sorgere come Paese indipendente amico della Russia e dell’Europa, in un pretesto americano, come pretestuosi sono stati altri episodi di ‘ STATO FANTOCCIO ‘ (ossia paesi scelti per  imporre il  potere imperiale attraverso la NATO e le strumentalizzazioni interne ad essi). 

 Victoria Nuland ha sempre impedito pacifiche risoluzioni tra Russia ed Ucraina, scavalcando le opinioni dell’Europa, portando acqua al suo mulino americano. L’intrusione senza fine del partito democratico americano  in Ucraina,  che si è comperato l’appoggio dei neonazisti armandoli con licenza di sterminare i russi(odiati da Hitler in epoca nazista), è stata la miccia perfetta per il sabotaggio delle relazioni internazionali. La destabilizzazione del territorio ucraino, per indebitarlo e a fargli perdere il monopolio delle risorse allontanandolo dagli affari con la Russia e con l’oriente, non è riuscita  ad esplodere però, come la Nuland pianificava. Il Maidan in Kiev e le persecuzioni nel Donbass , hanno allertato il Presidente russo al punto da decidere di intervenire, forse proprio  per non fare la fine di territori nel mondo, rimasti schiacciati dall’America, privati delle tradizioni, cultura, religione, risorse primarieUn intervento improvviso, criticato, forse anche sbagliato perché difficilmente le armi sono una soluzione ma, se ti rivolgi ai mediatori e alle organizzazioni per la difesa dei diritti umani chiedendo di proteggere il Donbass (per stemperare contemporaneamente la leadership americana coordinatrice sul territorio delle mattanze), ed essi fanno orecchie da mercante, poco rimane da fare!

Poichè però amiamo l’America, ci auguriamo  che essa torni grande, in mano al prossimo Presidente. Vorremmo riconoscerla nel grande risveglio dei patrioti, dei marines cui non piace usare stratagemmi illeciti, che sono stanchi di venire strumentalizzati per condurre guerre di convenienza attraverso Stati chiave, ingresso d’ altri imperi!  Preghiamo che il ‘nuovo risveglio ‘ già in atto, determini una ondata di pace ed una stretta di mano tra soldati americani e russi, un po’ come già accadde per il fronte comune contro il nazismo.

09 Maggio 2022 – PAOLA MORA – Qui Radio Londra TV   

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